Cosa vedere a El Hierro: i luoghi da non perdere

cosa vedere a el hierro

El Hierro è la più piccola delle Isole Canarie, appena 278 km2, giusto una manciata in più dell’isola d’Elba. Per trovarla devi spingere lo sguardo sulla mappa verso sud-ovest, là dove un tempo si credeva finisse il mondo.

El Hierro è una gemma di roccia vulcanica sospesa nell’Oceano Atlantico al largo dell’Africa, nella punta sud-ovest dell’arcipelago canario. Paga la sua lontananza e le poche attrattive per un certo tipo di turismo con pessimi collegamenti intra-Canarie.

Al momento è possibile arrivare a El Hierro solo da Gran Canaria (volo) e Tenerife (volo e traghetto). Per raggiungere qualunque altra isola dell’arcipelago, anche le più vicine come La Palma e La Gomera, è necessario fare uno scalo a Las Palmas o Tenerife Nord.

Volando verso El Hierro…

Come se non bastassero già gli scarsi voli con le isole principali assicurati dalla Binter, la compagnia che detiene il monopolio incontrastato dei voli herreñi (4 in tutto al giorno nel momento in cui scriviamo, a parte il venerdì che sono 5), El Hierro è anche l’unica isola canaria a essere stata bellamente ignorata da Canaryfly, la compagnia low cost che collega tra loro tutte le isole dell’Arcipelago canario – tranne, appunto, El Hierro.

Perciò, anche se non è più la meta segreta di qualche decennio fa, quando l’isola venne scoperta dai tedeschi, El Hierro resta ancora una meta sconosciuta ai più, un nome che in molti non hanno mai nemmeno sentito pronunciare (El… che?), un’isola misteriosa quasi come San Borondón[1]. Nemmeno io la conoscevo, prima di metterci piede la prima volta il 18 dicembre del 2015.

Il turismo è ancora scarso a El Hierro e concentrato prevalentemente su alcune categorie di visitatori: camminatori, scuba diver[2], amanti della natura, del silenzio e della lentezza.

Un’isola non per tutti, a cominciare dalla sua raggiungibilità.

El Hierro, un’isola da conquistare

aeroporto el hierro

Aeroporto di Valverde.

A El Hierro non ci capiti, ci devi volere andare. Come abbiamo visto, arrivare a El Hierro non è semplicissimo e non lo è nemmeno visitarla.

Una volta atterrati all’Aeroporto, infatti, la prima cosa da fare tassativamente è noleggiare un’auto. Solo così El Hierro può essere visitata in lungo e in largo, la guagua (come è chiamato il bus alle Canarie) raggiunge infatti solo i luoghi principali, dimenticandosi completamente di tutta la parte alta dell’isola e degli angoli più remoti. Per raggiungere Malpaso, la cima più alta di El Hierro, un cono vulcanico alto 1501 metri proprio nel centro dell’isola, è necessario avere la macchina, così come per ammirare molti altri luoghi simbolo di El Hierro, come El Verodal, El Sabinar e gran parte dei charco.

Regola #1 per visitare El Hierro: noleggia un’auto.
noleggio auto el hierro

Noleggiare una macchina è indispensabile per vedere El Hierro.

Nell’isola di El Hierro esiste un sistema di trasporti pubblici gestiti da TransHierro (la stessa che coordina anche i taxi), il servizio è puntualissimo e gli autisti cordiali e simpatici, ma il coordinamento tra le linee non è certo dei migliori, con coincidenze inesistenti e una certa mancanza di razionalità che può cogliere il visitatore impreparato. Per andare all’Aeroporto da Frontera, ad esempio, vanno presi due bus con stop a Valverde anche di due ore, mentre per chi viene da La Restinga – la cittadina nel punto più a sud dell’isola, nonché punto più meridionale d’Europa, famoso per l’attività di scuba diving –  ne servono addirittura 3.
Perciò lo ripetiamo: per visitare El Hierro, soprattutto se la permanenza è solo di pochi giorni, è indispensabile noleggiare una macchina.

El Hierro e l’arte della lentezza

zona ovest, el hierro

La sottile e contorta strada che porta verso El Sabinar.

Una volta che hai un’auto su cui contare, puoi finalmente partire alla scoperta di El Hierro.

Ricorda che hai solo tre pompe di benzina a disposizione in tutta l’isola: una a Valverde, una a Frontera (Tigaday) e una a El Pinar. Tienine conto se decidi di avventurarti nelle parti più remote dell’isola, come i boschi della Llania o la stradina che da Pozo de la Salud si arriccia lungo la costa occidentale, portando a luoghi di interesse come il Meridiano Zero (si trovava a El Hierro, prima che venisse spostato a Greenwich nel 1885), il Faro de Orchilla, la spiaggia rossa di El Verodal, l’Ermita de Nuestra Señora de los Reyes e El Sabinar.

Attenzione perché al momento la strada viene chiusa al tramonto, quando l’abbiamo percorsa noi chiudeva alle 18.30 ma è bene fermarsi all’entrata e chiedere all’omino dentro il furgone.

Regola #2 per visitare El Hierro: prenditela comoda.
roque de salmor, el hierro

Tramonto a Las Puntas.

Don’t rush, take it is, slow down, relax. Insomma, fermati e goditi con la dovuta lentezza il paesaggio, che ne vale davvero la pena.

El Hierro va vissuta lenta, se hai fretta non è l’isola per te. Preparati, perché El Hierro non farà che punzecchiarti, costringendoti ad adeguarti ai ritmi rilassati degli herreñi. Ti ritroverai almeno una volta ad attendere in fila in macchina che quello davanti a te concluda la chiacchierata con l’amico che passava di lì sul marciapiede (vietatissimo suonare il clacson!), ad aspettare per minuti e minuti che scatti il semaforo del tunnel vicino a Roque de Bonanza, per poi capire che quello non scatterà mai se non ti posizioni con l’auto sulle strisce.
Non avere fretta è anche l’arma migliore per godersi una buona comida in un guachinche o in uno dei tanti locali venezuelani de La Frontera.

cachapas, el hierro

Cachapas venezuelana, una delle specialità di El Hierro.

El Hierro è un’isola che non ha fretta per il semplice motivo che in tanti non hanno poi tanto da fare. La disoccupazione a El Hierro raggiunge valori che in Italia sarebbero inaccettabili, ma sono disoccupati, questi, che non sembrano passarsela poi tanto male… A Valverde, El Pinar e Frontera troverai sempre qualcuno nei bar, a qualunque ora del giorno, a mangiare qualcosa, a farsi la prima copa de tinto della giornata, a parlare di politica e a fumarsi una sigaretta in onore dei tempi che furono.

Per chi ne ha la possibilità, consigliamo di fermarsi a El Hierro almeno tre settimane, idealmente 2-3 mesi, imparare un po’ di spagnolo e provare a immergersi nella vita popolare herreña.

charco los sargos, el hierro

Charco Los Sargos.

Se però hai pochi giorni a disposizione non preoccuparti, potrai avere comunque un buon assaggio dell’isola, vedere i suoi angoli più suggestivi, godere dei suoi incredibili microclimi che contano coste vulcaniche di arenaria e distese di muschio, piscine naturali baciate dal sole e magici boschi di laurisilva immersi nelle nuvole e nella nebbia, un albero sacro e diversi archi di roccia sospesi sull’Oceano. Quindi:

Quali sono i posti davvero imperdibili di El Hierro?

Avremmo voluto fare una lista più corta ma sotto a dieci non siamo proprio riusciti a stare.

Nota: i luoghi citati sono tutti rigorosamente in ordine sparso, di preferenza e collocazione geografica.

Ecco cosa vedere a El Hierro secondo Nomadi.us

pozo de las calcosas, el hierroPozo de Las Calcosas
Una piccola baia chiusa da una parete verticale, una colata lavica che si infila direttamente nel mare e un villaggio (quasi) fantasma.


el verodal, el hierroEl Verodal
E chi lo ha detto che a El Hierro non ci sono spiagge? Nel profondo ovest, al termine di una piccola strada sterrata, svetta lei in tutta la sua bellezza: la spiaggia rosso-nera di El Verodal.


punta grande-la macetaHotelito- La Maceta (passeggiata)
L’Hotel più piccolo del mondo e le piscine naturali di La Maceta uniti da una passerella di legno che attraversa paesaggi primordiali.


el sabinar, el hierroEl Sabinar
I ginepri (sabine) contorti di El Hierro, ovvero l’arte di piegarsi ma non spezzarsi.


pineta di el pinar, el hierroPineta di El Pinar
Se non avete mai visto una pineta bianconera è arrivato il momento! Questi pini non sono solo bellissimi, ma resistono anche al fuoco.


foresta della Llania, el hierroForesta della Llania
El Hierro non è solo mare e fichi d’india: nella parte alta dell’isola gli alisei nutrono una natura rigogliosa, la cui punta di diamante sono le fiabesche foreste di laurisilva della Llania.


el hierro, mirador de la penaMirador de La Peña
Uno dei gioielli dell’architetto canario Manrique, uno dei belvedere più spettacolari di El Hierro.


tamaduste, el hierroTamaduste
Una piccola insenatura naturale circondata dalla roccia vulcanica, luogo di villeggiatura di El Hierro per eccellenza d’estate, paese quasi fantasma d’inverno.


charco manso, el hierroCharco Manso
Archi naturali, acqua trasparente e la tradizionale abilità herreña di costruire in armonia con la natura: ecco a voi Charco Manso, una delle tre “pozze” balneabili di El Hierro.


mercadillo frontera, el hierroEl Mercadillo de Frontera
Cibo, riciclo, artigianato e spirito di comunità: il mercato domenicale di Tigaday è un appuntamento immancabile per chiunque voglia conoscere la vera El Hierro.

 

 

[1]Isola leggendaria dell’arcipelago Canario, un’isola che appare e scompare da diversi secoli. Nominata in trattati internazionali, comparsa in vecchie mappe geografiche, l’isola, data la sua caratteristica sfuggente, viene chiamata anche “la Inaccesible”, “la Non Trubada”, “la Perdida”, “Isla Sirena” e anche “Isla Fantasma”.

[2]Grazie alle acque cristalline e calme e alle numerose specie di pesci presenti, La Restinga è considerata uno degli spot di immersione migliori di tutta Europa.

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