Intervista a Manuel Olivares

manuel olivares, nomade digitale

Come primo ospite della rubrica “7 minuti per 7 domande“, che intende andare a scoprire i più interessanti personaggi dell’underground del nomadismo digitale italiano, abbiamo, in collegamento dal Nord della Thailandia, ai confini con il Laos (ci si perdoni qualche singhiozzo audio e il contesto “informale” del video) Manuel Olivares.

Chi è Manuel Olivares

Autore ed editore, dal 2010 dirige la casa editrice Viverealtrimenti.

Il percorso di Manuel

Trasferitosi in India nel 2005 – era già “nomadico” da più di un anno ma non ancora “digitale” – per necessità ha dovuto affinare le sue competenze digitali.

Pro e contro dell’essere nomade digitale

I contro:

  1. una certa precarietà esistenziale;
  2. l’invidia altrui (molti vorrebbero essere nomadi ma non tutti riescono a rinunciare a certe sicurezze e abitudini);
  3. la fatica di adattarsi a contesti di volta in volta diversi.

I pro:

  1. una grande libertà;
  2. l’espansione della coscienza che si raggiunge quando si possono fare tante esperienze e conoscere persone diverse;
  3. la possibilità di essere ogni giorno una persona nuova (una vita improntata al cambiamento quasi quotidiano) e quindi l’arricchimento che se ne ricava soprattutto in termini umani.

Cosa significa essere nomade digitale

Essere nomadi digitali significa avere la libertà di potersi dedicare alle cose più importanti:

  • il potersi evolvere attraverso una conoscenza che passa soprattutto per l’esperienza;
  • la possibilità di non trascurare quella che è una sana dimensione “spirituale”.

Come essere nomadi digitali può influenzare la società

Più nomadi digitali ci sono e meno inquinatori ci sono, meno “affollatori”, meno traffico, etc…
È una tendenza che può migliorare anche il vivere collettivo, soprattutto nella misura in cui il nomade digitale può fare una vita meno stressante e quindi migliorare la qualità del rapporto con le altre persone.

Se la tua vita fosse un messaggio… che messaggio sarebbe?

Vivere altrimenti (come il nome della sua casa editrice): sfruttare questa grande opportunità di essere vivi (che non è cosa da dare mai per scontata) per far qualcosa che non sia quel che il cosiddetto “sistema” vorrebbe che noi facessimo, non farsi prendere dall’ingranaggio “produci-consuma-crepa” ma potersi permettere il lusso di utilizzare il tempo che abbiamo per la realizzazione di obiettivi più nobili.
In sintesi: Vivere altrimenti.

Sei Felice?

Sì. Grazie a Dio, sì.

Guarda l’intervista a Manuel Olivares


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