Io, El Hierro e la Rivoluzione [globale]

los pionieros (disegno di Toni Bullo)

Questa storia inizia con… Che Guevara!

Non è vero: inizia con Steve Jobs che mi ricorda che i puntini non si possono unire guardando avanti ma solo guardando indietro.
Bisogna quindi credere in qualcosa – l’istinto, il sesto senso, il karma… qualsiasi cosa! – ed avere fede che prima o poi, lungo la strada, i puntini si uniranno!
Questo ci darà il coraggio di fare le scelte azzardate, irragionevoli, dettate dal cuore, le uniche che valga la pena di fare.

Quindi questa è una storia di puntini.

puntini

Alcuni sono molto antichi e sono Che Guevara (appunto), Gandhi, Mandela e tutti quegli uomini e quelle donne – di spirito e di scienza – che hanno saputo fare la loro personale ammaccatura nell’Universo; personaggi a cui non possiamo paragonarci ma che è legittimo considerare almeno… modelli a cui ispirarsi.

Altri puntini sono le adolescenziali pulsioni anarchiche, aspirazioni a società costruite dal basso, che si son sempre ritrovate strette nell’illusoria dicotomia che prevede solo 2 direzioni: destra o sinistra.

Altri puntini sono invece la malattia, la medicina mainstrem e quella alternativa, il prendersi la responsabilità della propria salute (il fitness, le pratiche psicofisiche, lo yoga, il chi kung) a partire da quella della propria anima (meditiamo!) che è fatta di aspirazioni, evoluzioni, esperienze da vivere e significati da scoprire.

El Hierro. Bosco

Ci sono poi i puntini dello stile di vita nomade digitale, che cambia il mondo in maniera sottile nel suo essere anticonsumista (tutta la tua vita in uno zaino), minimalista (lavora meno, dedicati a cose più importanti) e per quell’espansione di coscienza che deriva dal viaggio e dall’incontro con genti, culture, abitudini diverse.
A completare questi puntini… l’ambizione a realizzare un coworking space.

Gli ultimi puntini me li dà il mio cuore, un cuore mai stanco di sperare e di cercare una cazzo di passione in una contemporaneità che fa del proprio meglio per piegarti ai suoi destini impacchettati.

Ma anche un cuore che un anno fa mi riporta in Thailandia ad incontrare una donna che mi fece innamorare per come scriveva. Lo stesso cuore – o forse un karma un po’ errabondo – mi fece poi scappare a Bali, ritirarmi in mesi d’esilio e ridisegnare la trama di una storia che mi vede oggi rimbalzare di isola in isola fino ad arrivare a El Hierro.

El Hierro dall'ecomuseo di Guinea

El Hierro: che per sapere cos’è, devi proprio aver voluto conoscere i nomi di tutte le 7 isole Canarie.

El Hierro: poco più di 10.000 residenti di cui metà… scappati! Che se ti sembrava piccolo il tuo paesino di provincia, che dovresti dire di quest’isola che in quanto isola è pure isolata!

El Hierro, Las Puntas

El Hierro: epilogo di un percorso iniziatico che comprenderebbe le altre Canarie (me ne mancano invece ancora 4) mi immaginavo che una volta arrivato lì mi sarei sentito un po’ realizzato: per quale altra ragione dovrei finire in un’isoletta di 10.000 abitanti!

El Hierro che forse proprio perché così piccola e isolata può permettersi audaci progetti ecologisti come quello di diventare energeticamente autosufficiente. Alla facciaccia delle multinazionali e del resto del mondo “civilizzato”!

Mare di El Hierro

El Hierro, la più a Sud d’Europa, la più a Ovest di tutto il vecchio mondo conosciuto e quindi l’isola della fine del mondo.
E dall’altra sera pure l’isola dell’inizio di un mondo nuovo!

Perché l’altra sera illustri e curiose menti si riunirono al Mirador de La Peña per dar voce all’idea di un mondo nuovo, di una rivoluzione che è insieme interiore e globale: un candidato nobel per la pace, un medico “fuori dal coro, un costruttore di ecovillaggi e una splendida coppia di italiani che vivono a El Hierro da quasi 10 anni. Splendidi, come splendidi sono tutti gli italiani nei posti dove di italiani non ce ne sono ancora troppi.

El Hierro: interno

Uomini e donne che mi regalano una visione, bella, che non riesco a raccontarla tanto mi riempie il cuore di… significato! Dirò solo che El Hierro, per qualche strana ragione, sembra farsi ricettiva – anche politicamente – all’ipotesi di diventare laboratorio sociale nel quale sperimentare la sintesi olistica di scienza, stile di vita, etica planetaria ed evoluzione del sé.

Un modello che potrebbe cambiare il mondo. Anzi: salvarlo!

Da la Maceta a Punta GRande

Ecco che mi guardo indietro e riesco quasi a connettere i puntini di questa storia. E d’improvviso mi colpisce la certezza che c’è uno scopo nella vita, che la ragione del mio essere qui-e-ora non è solo una questione di caso o di fede… ma può essere oggetto di percezione!

Devo solo ricordarmelo la prossima volta che più che con dei puntini avrò piuttosto a che fare con altri tipi di sfere.

La vignetta dell’immagine di anteprima è di Toni Bullo che ringrazio e saluto con affetto!


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