Un abbraccio di rocce: El Roque de Bonanza

roque de bonanza, el hierro

Ogni luogo che si rispetti ha il suo simbolo. Parigi ha la Torre Eiffel, Sydney l’Opera House, Forlimpopoli il Didjin’Oz (pubblicità occulta!). E tutti sono lì in bella vista che ti attendono, circondati da frotte di turisti coreani pronti a immortalarli in selfie a trentadue denti.
E poi ci sono i simboli che per raggiungerli devi un po’ sudarteli e quando finalmente ci arrivi nemmeno sei sicuro di essere arrivato nel posto giusto, perché non ci sono macchine appostate, non ci sono chioschi che vendono bibite e souvenir, non c’è nemmeno una targhetta commemorativa. Ci sei solo tu e il celebrato simbolo che respira nel mezzo dell’Oceano.
La Citroen scassata che ci ha accompagnati nelle nostre prime esplorazioni ci è stata crudelmente sottratta, così per girare l’isola tocca noleggiare un macchinone immacolato con la ripresa grintosa e gli ammortizzatori noiosi, di quelli che non scricchiolano nemmeno quando affrontano gli scalossi.
Prendiamo la strada che scivola lungo il versante orientale, nel tratto di costa che ancora ci manca, quello dove trovano posto il minuscolo porto a cui approdano le barche da Tenerife e villaggi dai nomi evocativi. Potremmo mai privarci dell’esperienza di vedere Timijiraque? Non è un nome, dai, è una danza di suoni sinuosi!

el hierro, las playasIl paesaggio è ancora una volta una sorpresa – quest’isola, che conta poco più di 50 chilometri da un estremo all’altro, sa reinventarsi così velocemente da regalare deserto, bosco, sole a picco e nebbia nel giro di una manciata di curve. Stavolta ci attendono distese nere arricciate su loro stesse su cui a tratti si ergono pinnacoli vulcanici di gaudiana memoria e chiazze di un verde gommoso, regalo di piccole piantine grasse che assomigliano a caspi di insalata.

Mar de Las Calmas, El Hierro

Una stradina a misura di bicicletta punta direttamente verso il mare: un richiamo irresistibile! La imbocchiamo finché ce lo consente, perché a un certo punto il guard rail devia dal tragitto naturale per piegarsi dentro una voragine. Più in là non si va, la montagna verticale che si apre sopra le nostre teste un bel giorno ha perso i pezzi e ora i massi bloccano completamente l’accesso. L’istinto è quello di procedere a piedi (che ci sarà mai dietro a quella curva??) ma chi è più giudizioso di me fa notare che nemmeno resta lo spazio per appoggiare i piedi uno di fianco all’altro e la sottoscritta, di arrampicata, proprio non se ne intende.

el hierro

Così torniamo sulla strada principale, fino a incontrare una rotonda con una sola uscita (e perché mai una semplice curva non sia stata ritenuta sufficiente dall’amministrazione è uno di quei quesiti che può rubare il sonno), un’uscita che conduce all’imbocco di un tunnel… a una sola corsia. Ma che carino, un tunnel a senso alternato!

tunnel roque de bonanza, el hierro

Che ci sputa direttamente su una piccola insenatura resa lucida dal sole.
Là in mezzo, come una regale signora cui il passare del tempo non ha sottratto nemmeno un millimetro di fascino, si erge lei, la Roque de Bonanza. Il simbolo di El Hierro.
L’avevamo già intravista qualche tempo fa dal Mirador de Isora, ma osservarla da 820 metri di altezza fa un effetto decisamente diverso che farlo da qui, dove è quasi a portata di palmo. A pochi passi dall’imbocco del tunnel sembra “solo” una roccia che svetta dal mare calmo di Las Playas, ma se ti allontani un po’ e ti fermi a guardarla dalla giusta angolazione, capisci subito perché sia stata eletta simbolo di El Hierro, un’isola cui certo non difettano le bellezze naturali.

el hierro, roque de bonanza

Da qui, infatti, con il sole che ne mette in risalto la forma irregolare, silhouette nera sullo sfondo pastello del Mar de Las Calmas, più che una semplice roccia che svetta orgogliosa dall’alto dei suoi 200 metri sembra un amplesso di rocce che si stringono e scivolano e si sciolgono l’una nelle braccia dell’altra, lasciando lo spazio che serve a respirare e a intravedere il mare, la parete dietro, il resto del mondo che pulsa là fuori.


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